Fondo Giglioli

Enrico H. Giglioli (1845-1909)

Giglioli in un dipinto d'epocaTra le collezioni di fotografia etno-antropologica l’ASF conserva alcune delle raccolte più celebri sia per la storia delle discipline antropologiche sia per la storia della fotografia, come il fondo fotografico di Enrico H. Giglioli.

Formato a partire dal 1865 e acquistato nel 1913 dal Museo Preistorico Etnografico di Roma, è parte integrante di un fondo più ampio costituito da documenti manoscritti, libri e appunti raccolti dall’antropologo italiano dal 1865 fino alla data della sua scomparsa. Dalla vendita la vedova, Costanza Casella Giglioli, tenne fuori almeno 3000 fotografie con soggetti vari montate su fogli e rilegati in dodici album, cinque dei quali dedicati al viaggio della pirocorvetta Magenta, che successivamente furono donate, negli anni Cinquanta, dai figli alla Biblioteca dell’Istituto Geografico Militare.

Luigi Pigorini, direttore del Museo, otteneva, quindi 6.095 immagini, di diversi formati, montate su cartoni e riunite in 25 grandi cartelle in quarto, più una in folio, a cui si aggiungevano 184 grandi lastre, di tema antropologico ritraenti gruppi della Nuova Guinea, e altre 73 lastre riproducenti oggetti etnografici (forse della collezione stessa del Giglioli). La collezione fu iniziata in occasione del viaggio di circumnavigazione del Globo che Giglioli intraprese dall’ottobre 1865 al marzo1868 sulla pirocorvetta Magenta.

Nata inizialmente come raccolta di ritratti fotografici d’indigeni dei vari paesi (Australia, Nuova Guinea, Perù, ecc.), spesso selezionati come documentazione sistematica per gli studi di antropologia fisica e antropologia criminale (foto di prostitute e criminali dell’area europea), si aggiunsero numerosi altri temi e soggetti: foto di gruppi umani, vedute di villaggi, foto di oggetti etnografici conservati presso altri musei (Cambridge, Amburgo, Sydney, ecc.) ma sporadicamente anche immagini non fotografiche: acquarelli, disegni e ritagli di riproduzioni a stampa, utili a completare la documentazione sistematica di singoli argomenti.

Ogni cartone porta un’annotazione autografa di Giglioli, indicante, quasi sempre, il soggetto, la data, le circostanze dell’acquisizione, il nome del fotografo e/o il donatore, rendendo possibile così, a volte, risalire ad altre collezioni di fine Ottocento come quella del principe Roland Bonaparte, di Ettore Regalia, di Paolo Mantegazza e Giorgio Sommier in Lapponia, di Luigi Montanbone in Persia, di Felice Beato in Giappone e di fotografi e collezionisti legati da una rete di scambi che copriva tutto il mondo.

I cartoni sono oggi conservati in base a una divisione per aree geografiche (Italia, Paesi Europei, Russia, Persia, Siria, India, Indonesia, Oceania, Australia, Tasmania, America del Nord, Meso-America, Brasile, Terra del Fuoco) in singole buste, raccolte in contenitori adeguati agli standard di conservazione previsti dal Photographic Activity Test.

 

Il viaggio della pirocorvetta Magenta

L'equipaggio della pirocorvetta MagentaNel 1865, il Presidente del Consiglio La Marmora e il Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio Luigi Torelli deliberarono di inviare in Oriente la pirocorvetta “Magenta”, in missione diplomatica per stringere relazioni di amicizia e di commercio con il Giappone e la Cina. Il comandante della nave, Vittorio F. Arminjon, venne designato plenipotenziario di S. Maestà Vittorio Emanuele II; il Sen. Filippo De Filippi, professore di Zoologia dell’Università di Torino, insieme al giovane naturalista Enrico H. Giglioli e al preparatore dei reperti organici Clemente Biasi, fu incaricato di raccogliere durante il viaggio notizie e collezioni naturalistiche.

L’8 novembre 1865, mentre a Napoli infuriava il colera, l’equipaggio italiano si imbarcò sulla fregata “Regina” per raggiungere la divisione navale italiana di stazione a Rio de la Plata, a Montevideo, dove prestava servizio la “Magenta”. Il 2 febbraio 1866 la pirocorvetta salpava verso i mari del Giappone, e dopo aver toccato Batavia, Singapore, Saigon, nel luglio dello stesso anno dette fondo nella baia Yokohama.

Il comandante Arminjon, con l’aiuto di un segretario interprete concesso dalla delegazione francese e di un residente italiano, Vincenzo Comi, riuscì a concludere brillantemente le trattative con il governo dello Shogun, stipulando il 25 agosto 1866 il primo trattato di amicizia e di commercio tra l’Italia e il Giappone.

Salpata l'1 settembre per la Cina la “Magenta” raggiunse la foce dello Yang Tse Kiang; il 24 dette fondo nel porto fortificato di Ta-Ku, da dove il capitano Arminjon si traferì col De Filipppi a Pechino. Il 26 ottobre furono conclusi i primi trattati italo-cinesi. Ai primi di novembre la pirocorvetta italiana fece rotta per Shangai, e dopo una breve sosta riprese il mare sulla via del Sud. A Hong-Kong il De Filippi, di ritorno da una escursione a Macao, fu colto da grave forma di dissenteria che lo condusse a morte il 9 febbraio 1867.

La “Magenta” toccò quindi Giava, l’Australia, il Perù ritornando a Montevideo, per poi attraversare l’Atlantico fino a Gibilterra. Toccata Cagliari, il 28 marzo 1868 ormeggiava nel porto di Napoli. La crociera era stata lunga, pericolosa (la “Magenta” aveva anche superato un ciclone nei pressi di Capo di Buona Speranza) e difficile, ma il bilancio finale fu positivo e lusinghiero.

Mappa del viaggio della Magenta

Si era inaugurata una nuova era per la Marina Italiana, due trattati commerciali importanti aprivano la strada a traffici futuri. Anche i risultati scientifici erano rilevanti; raccolte geologiche e botaniche, ricche collezioni zoologiche ed entomologiche andarono ad arricchire i musei di Torino e di Firenze; infine erano state gettate le basi della grande collezione etnografica e fotografica di Enrico Hillyer Giglioli. (Marco Biscione, Finis Terrae. Viaggiatori, esploratori e missionari italiani nella Terra del Fuoco, a cura di A. Salerno, A. Tagliacozzo, Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini", 2006, p. 144).

Sette anni dopo la conclusione del viaggio Giglioli pubblica in oltre 1000 pagine il resoconto di viaggio: le tappe, gli incontri i fatti quotidiani che avevano scandito il percorso della Magenta (Enrico Hiller Giglioli, Viaggio intorno al globo della R. Pirocorvetta Magenta negli anni 1865-66-67-68 sotto il comando del capitano di fregata V.F. Arminjon, V. Meisner e Compagnia Editori, Milano, 1875.

Per una più agevole consultazione del ricco patrimonio fotografico del Giglioli si suddivide la collezione in ambiti geografici.

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