Fondo Loria

Lamberto Loria (1855-1913)

Il fondo fotografico è costituito da 1240 negativi su lastre a gelatina bromuro d’argento e relative stampe formato 13x18 cm, aventi per soggetto tipi umani, attività artigianali, vedute e panorami fotografati durante i suoi viaggi in Papuasia, donato al Museo Preistorico Etnografico di Roma dalla nipote Lina Anau nel 1913.

È parte integrante di un fondo più ampio costituito da documenti manoscritti, libri e appunti raccolti dall’antropologo italiano tra il 1889-1891 e il 1898 in nove anni d’esplorazione che toccarono i villaggi delle coste nord-est e sud-est della Nuova Guinea e degli Arcipelaghi di Entrecasteaux, Trobriand e Woodlark, le aree montane interne quali le vallate del Kemp-Weltch, del S. Giuseppe, del Purari e l’altopiano dell’Astrolabe e la costa della penisola sud-est della Nuova Guinea.

Il materiale, quasi totalmente inedito, si riferisce alle attività di studio e ricerca condotte in Nuova Guinea sulle popolazioni indigene delle località visitate dal Loria. Si tratta di una documentazione estremamente interessante, perché – grazie soprattutto alla paziente attività di documentazione fotografica ad opera dello stesso autore e del suo collaboratore Giulianetti – consente di documentare la situazione di quelle popolazioni indigene in quegli anni e fornisce preziose informazioni su costumi, credenze, abitudini, tradizioni, strutture sociali, che il successivo contatto con il mondo occidentale avrebbe presto cancellato.

Lo stesso Loria scriveva infatti che la sua fortuna risiedeva tutta nel fatto di essere passato per quei territori prima che l’avidità dell’uomo bianco (commercio delle perle) ne distruggesse in meno di due anni la struttura socio-economica.

Il riordino dei manoscritti e delle foto consentirà l’edizione di quel volume del Loria, finalizzato allo studio sui sistemi di parentela dei Papuani e di una serie di monografie sui costumi e le produzioni locali (mazze, lance ecc.), lasciati incompiuti a seguito della sua improvvisa scomparsa.

Nato ad Alessandria d’Egitto, comincia a manifestare la sua passione per i viaggi nel 1883 anno in cui con l’amico Mario Michela organizza la traversata della Svezia, Norvegia, Finlandia e Caucaso. Nel 1886 parte con Elio Modigliani alla volta della Papuasia ma ammalatosi è costretto a fermarsi in India. Tornato dall’Asia visita l’Egitto con Giorgio Sonnino (senatore del Regno) e si addentra fino alla prima cateratta del Nilo.

Nel 1891 inizia la sua più importante spedizione, quella in Nuova Guinea dove soggiorna per sette anni, riportando in Italia tre numerose collezioni, una zoologica, una etnografica e la terza craniologia. Nel 1905 inizia a dedicarsi all’etnografia italiana e insieme con l’Aldobrandini Mochi raccoglie una gran quantità di manufatti di cultura popolare e contadina.

Queste raccolte vanno a costituire il patrimonio di base del Museo di etnografia italiana con sede a Firenze fondato dal Loria nel 1906. Il 1911 lo trova impegnato ad organizzare la mostra di etnografia italiana e a promuovere il primo congresso di etnografia italiana, due anni dopo, il 4 aprile 1913, muore.

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